Risparmio Energetico
Pozza Gianfranco1,Di Santo
Federico2
1ITACO S.r.l., Via Riviera Berica, 40, 36024 Ponte di
Nanto (VI)
tel. +39 0444 639922, fax +39 0444 638213, e-mail itaco@itaco.it www.itaco.it
2REEL S.r.l., Via Riviera Berica n.42, 36024 Ponte di Nanto (VI)
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Sommario
- Banchi prova
- Fuso motorizzato: tecnologia e risparmio energetico
- Azionamenti elettrici sulle centrifughe per zucchero
1. BANCHI prova
Premessa
Dalla loro introduzione fino ad oggi, la maggior parte degli
inverter è stata dotata di un raddrizzatore con ponte a diodi o tiristori
sullalimentazione.
Questo sistema ha offerto innumerevoli vantaggi quali robustezza, ridotte dimensioni,
basso costo ecc. ma presenta anche alcuni svantaggi. Un ponte a diodi crea unelevata
distorsione armonica dellalimentazione e la tensione in uscita può essere al
massimo uguale a quella di alimentazione. Inoltre lenergia può essere trasferita
solo in una sola direzione, dalla linea al motore e non viceversa. Per contro, utilizzando
un raddrizzatore a PWM non solo il convertitore diventa bidirezionale, ma migliora
decisamente il THD ed il cosj può essere addirittura
impostabile. Infatti un raddrizzatore a 6 impulsi con una reattanza di linea ben calcolata
introduce una distorsione di corrente maggiore del 30% (THD) mentre con linverter
con ponte di ingresso ad IGBT il THD può arrivare facilmente al 4%.
Ne consegue quindi anche una diminuzione della corrente efficace fornita dalla linea con
riduzione delle perdite nei cavi e nel trasformatore di media. Il ponte di ingresso ad
IGBT inoltre offre la possibilità di aumentare la tensione raddrizzata sul dc bus oltre
al valore di picco della tensione di alimentazione e quindi risulta possibile alimentare
un motore con tensione nominale maggiore, per cui le correnti di uscita possono essere
ridotte. Grazie alla possibilità di restituire energia alla rete, non è più necessario
dissipare energia su una resistenza di frenatura quando si deve frenare una massa
aumentando lefficacia di molte applicazioni quali gru, ascensori, centrifughe
ecc.senza contare la fattibilità di nuove applicazioni come i generatori eolici e i
banchi prova per motori a scoppio o elettrici.
Un banco prova si può semplificare come una "macchina" in grado di assorbire
energia meccanica. I banchi prova vengono usati per differenti motivi, dalla misura della
potenza di un motore al test di un cambio o una trasmissione. Attualmente i banchi prova
più usati sono di tre tipi in base al tipo di freno usato: idraulici, a correnti
parassite, dinamici.
Freni idraulici
Nel freno idraulico il rotore viene frenato da acqua iniettata in
corrispondenza di camere su rotore e statore, acqua che funge anche da raffreddamento. La
regolazione si ottiene facendo variare la pressione dellacqua allinterno del
dinamometro. Caratteristiche principali sono linerzia ridotta e la capacità di
frenare grandi potenze in rapporto alle dimensioni. Potenza frenabile fino a 1800 KW.
Funziona solo come freno. Tempo di risposta: centinaia di ms.
Freni a correnti parassite.
Il rotore viene frenato dallinterazione magnetica stabilita
con lo statore (principio delle correnti di Focault). Il calore generato da tale frenatura
viene asportato dallo statore attraverso il circuito di raffreddamento ad acqua.
Caratteristica di tali freni è la precisione di regolazione. Funziona solo come freno.
Tempo di risposta: decine di ms. Questo tipo di freno è in genere quello che fino ad oggi
è il più usato nei banchi prova per motori elettrici o motori a scoppio. Però è anche
quello che determina un maggiore consumo di energia in quanto esaminando lesempio di
un motore a scoppio cè bisogno di energia sia per far funzionare il motore sotto
test,(carburante o energia elettrica) energia elettrica per alimentare il freno, energia
per poter asportare il calore generato.
Freni dinamici
Il freno dinamico è un motore elettrico, abitualmente AC, usato
come generatore. Il termine dinamico significa sostanzialmente la possibilità di
funzionare anche come motore. Lenergia meccanica del motore da testare viene
trasformata in energia elettrica che viene restituita alla rete mediante un apposito
convertitore. Questo tipo di banco quindi è quello che maggiormente può sfruttare i
vantaggi della frenatura riducendo non solo lo spreco energetico ma economizzando
limpianto di raffreddamento in termini economici e di spazio. Vanno inoltre
considerate le altissime prestazioni ottenute con sistema vettoriale retroazionato quali
risposta di coppia pari 2 ms per passare da +100% a -100 % del carico, precisione della
regolazione di coppia pari +/- 0,1% con loop di coppia esterno(torsiometro o cella di
carico) ecc.
2. Il fuso motorizzato: tecnologia e risparmio energetico
Premessa
In passato, la costruzione del FUSO nelle macchine tessili era
vanto dei più noti costruttori del meccanotessile, laccuratezza e la tecnologia di
costruzione era una forma di distinzione fra le varie aziende, che "marchiavano"
il proprio fuso ponendolo come elemento di spicco nelle trattative commerciali.
Oggi, le aziende che si impegnano nello sviluppo di un proprio fuso sono sempre minori,
lasciando spazio ad aziende ormai multinazionali che hanno fatto di questi il loro maggior
business, proponendo i loro standards di qualità ottima.
Larea commerciale delle varie aziende, nel proporre una nuova macchina tessile,
sente oggi più che mai lesigenza di una diversificazione che dia una "marcia
in più" alle aziende che vogliono fare del proprio marchio una guida per il mercato.
Parallelamente, le aziende utilizzatrici sentono la primaria esigenza di ottimizzare al
massimo i consumi energetici, visto lelevato costo dellenergia elettrica nel
mondo industriale, consumi dovuti soprattutto ai fusi.
Le aziende costruttrici più allavanguardia, stanno ottimizzando
linstallazione sulle proprie macchine di FUSI MOTORIZZATI. Si tratta di un fuso
provvisto di motore indipendente opportunamente dimensionato, che offre numerosi vantaggi,
rispondendo principalmente alle esigenze di cui sopra.
Il fuso motorizzato
Attualmente, nella maggioranza delle applicazioni, i fusi sono
fatti roteare ad alte velocità da un motore centrale (che può essere diviso in due
motori di metà potenza su applicazioni particolari) che per mezzo di una cinghia, muove
tangenzialmente un gran numero di fusi (qualche centinaio), secondo lo schema di principio
in figura.

Questo sistema, molto pratico e
funzionale, causa però diversi inconvenienti, i più significativi sono:
- Alta rumorosità introdotta dalla cinghia in movimento
- Slittamento cinghia-fuso
- Perdite per attriti fra puleggia-cinghia e fra cinghia-fusi
- Mancanza flessibilità di lavorazioni eterogenee nella stessa partita
- Limite meccanico introdotto dalla lunghezza cinghia
- Alta probabilità di rotture cinghie se usurate
- Manutenzione programmata alla cinghia
- Rendimento discreto
Lalternativa più valida consiste nel rendere indipendenti i vari
fusi, applicando loro un piccolo motore sufficiente al proprio carico. Limportante
è fare una giusta scelta del tipo di motore.
La scelta del motore
Volendo centrare appieno lobbiettivo, occorre decidere prima
di tutto la tipologia del motore da applicare al singolo fuso. Il motore deve rispettare
le particolari esigenze del settore:
- Necessità di regolazione della velocità
- Rendimento elevato
- Facilità di gestione
- Collegamenti minimizzati
- Velocità elevata
- ridotta manutenzione programmata
I punti 1-5.-6 restringono notevolmente la gamma di scelta, il punto 2
"impone" un motore sincrono,come il BRUSHLESS.
Questo motore, di facile regolazione, può essere progettato per
velocità anche elevate, superiori ai 20.000 rpm, lassenza di spazzole lo rende
privo di manutenzione, salvo i cuscinetti, il rendimento ottenibile può raggiungere il
90%. (buona parte delle perdite dipendono dai cuscinetti)
La soluzione REEL
La REEL s.r.l. azienda leader nel settore della movimentazione
industriale, da anni impegnata nel meccanotessile, ha proposto un sistema di regolazione
del fuso composto da un motore BRUSLESS con integrato un regolatore di velocità
SENSORLESS.
Il tutto si presenta come un unico meccanismo alimentato direttamente
da un bus in corrente continua. I comandi di velocità (set di velocità e sblocchi)
vengono dati attraverso una porta seriale, in modo indipendente ad ogni singolo motore
(per una massima flessibilità di lavorazione) o con un unico telegramma (per una massima
efficienza).
I collegamenti sono veramente minimizzati, la gestione facile.
I vantaggi sono evidenti:
- abbattimento del rumore
- velocità sempre precisa e senza scorrimenti
- massima flessibilità
- assenza di manutenzione programmata
- ottimo rendimento
Il risparmio energetico
Il sistema tradizionale con trasmissione a cinghia, oltre ai propri
limiti intrinseci, difficilmente ha un rendimento che supera il 70%
Un sistema con fusi motorizzati abbatte tutti i limiti meccanici ed innalza il
rendimento fino al 80÷85% (considerando la somma "rendimento
motore" e "rendimento drive").
Si ottiene pertanto un guadagno di che va dal 10% al 15%.
Considerando che la gamma di potenza dei fusi su una macchina tessile va da 22kW fino
a 45kW, e che costituisce il 90% del consumo macchina, si ottiene un
risparmio che può variare da 2 a 6kW.
Le macchine tessili lavorano generalmente su tre turni giornalieri, a copertura delle
24ore; inoltre nello stesso stabilimento non è raro trovare installate anche diverse
decine di macchine gemelle.
Moltiplicando il risparmio possibile per il numero di macchine di un reparto e per le ore
di lavoro settimanali, si ottiene un risparmio energetico, che abbassa il costo per
unità di prodotto lavorato.
3. Azionamenti elettrici per centrifughe per zucchero
Premessa
Fino dal XVI secolo la materia prima per la produzione dello
zucchero era la canna da zucchero e solo nel 1747 si scopri che la barbabietola poteva
essere sfruttata per la produzione dello zucchero e da allora la lavorazione sulla
barbabietola è rimasta sostanzialmente invariata.
Le barbabietole hanno un contenuto zuccherino paro al 16-18% e sono sottoposte a lavaggio
,trinciatura e flussaggio con acqua calda in controcorrente.
Il tutto, poi, viene depurato con calce e infine concentrato tramite evaporazione fino a
raggiungere una concentrazione in zucchero di circa il 50%. Questa massa viene cotta a
70° e vengono immessi dei microcristalli che fungono da nuclei di condensazione che fanno
in modo di cristallizzare lo zucchero mentre il liquido evapora.
Le centrifughe costituiscono lo stadio di lavorazione finale estraendo i cristalli di
zucchero (più o meno bianchi)dalla miscela densa dello sciroppo zuccherino.
La massa viene immessa discontinuamente nel tamburo della centrifuga con un carico di
circa 650 Kg e accelerato.
Il carico della massa cotta proviene da un serbatoio tramite una serranda regolabile a
comando pneumatico.
La forza centrifuga provoca il deposito dei cristalli di zucchero sulla rete del paniere
della centrifuga e il liquido estratto viene riciclato.
Segue la fase di lavaggio dei cristalli che avviene tramite una valvola a comando
pneumatico.
Dopo la fase di decelerazione a velocità molto bassa (c.a. 70 rpm) interviene un vomere
raschiatore obliquo che penetra nel tamburo provocando lo distacco dello strato di
zucchero depositato.
Il ciclo completo di centrifugazione attualmente dura in media 3 minuti
secondo le seguenti fasi:
ACCELERAZIONE CARICO MATERIALE 5 sec.
CARICO MATERIALE 18 sec.
ACCELERAZIONE PER CENTRIFUGA 50 sec.
CENTRIFUGAZIONE 15 sec.
FRENATURA PER SCARICO 50 sec.
SCARICO MATERIALE 45 sec.
TEMPO TOTALE CICLO 183 sec.
Lapplicazione descritta si riferisce al rifacimento di due
batterie di 5 centrifughe ASEA da 650Kg ognuna situate presso lo stabilimento di Russi
(Ra) della azienda ERIDANIA S.p.A.
Precedentemente ogni centrifuga era azionata tramite un sistema Ward-Leonard con motore in
corrente continua da 55kW, sostituito poi da un motore asincrono trifase da 75 kW 6poli.
Laumento della potenza installata è stato necessario per ridurre il tempo di ciclo
richiesto dal Cliente.

Il comando dei motori delle centrifughe avviene tramite inverter REEL
della serie ACW2 alimentati da un unico bus in corrente continua che permette di
recuperare lenergia di frenatura di un motore a vantaggio di un altro in fase di
accelerazione o di coppia motrice.
I cicli di lavorazione delle 5 centrifughe infatti sono stati studiati e sincronizzati in
modo tale da sfruttare al massimo lenergia tra motori in coppia motrice e motori in
recupero riducendo quindi notevolmente lassorbimento dalla rete di alimentazione.
Per il dimensionamento dei motori si sono dovuti calcolare i momenti di inerzia relativi
ai vari elementi meccanici che compongono la centrifuga in lavorazione, in particolare:
albero rotante, paniere, freno di emergenza, materiale umido, materiale secco.
Sapendo le velocità e i tempi (imposti dal cliente) relativi al ciclo di lavorazione sono
state estrapolate le relative coppie necessarie per effettuare il ciclo di centrifuga:
- coppia resistente in fase di carico
- coppia accelerante per raggiungere la velocità di centrifugazione
- coppia resistente in centrifugazione
- coppia frenante per la decelerazione
- coppia resistente in fase di scarico
tenendo conto ovviamente del cambio di peso del materiale nel passaggio
da umido a secco e quindi del rendimento del sistema e di un eventuale declassamento del
valore ottenuto per effetto del maggiore riscaldamento causato dalle armoniche dovute alla
alimentazione da inverter.
Come si vede dal grafico delle velocità il motore viene usato parzialmente nel ciclo,
nella zona di deflussaggio (c.a.63Hz), in fase di centrifugazione, dove la coppia
richiesta è inferiore.

Dal ciclo di lavorazione richiesto e dalle coppie calcolate si può
determinare le curve di potenza di ogni singola macchina e tramite PLC gestire la loro
partenza nel tempo in modo tale minimizzare lassorbimento dalla linea.
Potenza relativa ad una sola
centrifuga

Potenza relativa al ciclo di 5 centrifughe

Potenza risultante dal ciclo delle 5
macchine

Analizzando le curve si nota che la potenza media assorbita da una
macchina in un ciclo è di circa 30 kW che sarebbero pari a 150 kW con cinque macchine in
lavorazione se fossero azionate da convertitori stand-alone.
Con il sistema Wave 2 con dc bus in comune la potenza media assorbita relativa alla
sommatoria delle 5 macchine risulta pari a c.a. 25-30 kW (potenza assorbita da una
macchina).
I dati gentilmente forniti da Eridania riguardanti il consumo energetico relativo alla
campagna bieticola anno 2000 riportano un consumo energetico molto vicino a quello sopra
calcolato.
E da notare che in una batteria di macchine dove in caso di mancanza di materiale
venivano escluse una o più centrifughe dal ciclo di lavorazione e quindi i motori
lavoravano senza rispettare la sequenza prevista è stato rilevato un consumo molto
superiore rispetto alla batteria di centrifughe che hanno lavorato continuamente 24 ore su
24 per 105 giorni consecutivi.
Dal confronto con il consumo di una macchina stand-alone risulta facile ricavare il
risparmio energetico ed economico dellapplicazione con linverter Reel, senza
tener conto che la produzione nel contempo, grazie alla riduzione del tempo di ciclo, è
aumentata di oltre il 30% |